La prosopopea

La retorica utilizzata nella comunicazione elettorale, rivendica presunte competenze, sdogana politiche fallimentari per successi e traguardi programmatici raggiunti, così come da promesse elettorali, per i quali esserne addirittura orgogliosi.

Risultati che sarebbero a detta di alcuni, pure invidiati dal resto della gran parte di città svizzere ed europee.

Atteggiamenti questi che nella ricerca di consensi, oltre a distogliere l’attenzione dei cittadini dagli evidenti insuccessi frutto di incapacità nel governare i progetti, tende a tradursi pure in autoconvinzione di raggiunti obbiettivi, e conseguente autostima.

Ma di reali successi da queste parti non se ne vedono, e la realtà di una Città che inesorabilmente regredisce nella gran parte delle macro aree di attività di competenza dei vari dicasteri cittadini, ne è una triste evidenza.

L’assenza di visioni progettuali della cosa pubblica, a danno di tutti noi cittadini, va dalla gestione dell’economia all’utilizzo delle finanze pubbliche, dall’offerta di cultura alla programmazione di eventi di spessore, dalla formazione giovanile alla socialità, dall’utilizzo degli spazi urbani alla pianificazione del territorio cittadino, dall’edilizia privata e pubblica ai piani regolatori e le commesse per infrastrutture pubbliche, per non citare l’arredo urbano, l’architettura del paesaggio e l’occupazione permissiva degli spazi pubblici da parte dei commerci, la viabilità, il traffico, i quartieri, l’abitare, il verde urbano, gli accessi al lago, e non ultimo l’incauto progetto denominato “plan B”.

Esempi concreti non mancano, quali il polo sportivo come progetto faraonico fuori misura oltre che fuori budget; stessa probabile sorte, farà probabilmente il nascente futuro polo congressuale; la mancanza da tempo di un piano regolatore unico per normalizzare la grande Lugano tutta; la corretta pianificazione ed ottimizzazione dei lavori stradali ai quali siamo sottoposti che sono ormai cantieri infiniti, incontrollati ed illogici; la viabilità senza criterio che crea intasamenti e traffico continuo; lo spopolamento di interi quartieri per mancanza di offerta di qualità; assenza di visione nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico che porta a dismissioni ed insensati cambi di destinazione di edifici “storici” di interesse comune, senza una logica e con relativo impoverimento del tessuto sociale cittadino, vedi casa anziani a Castagnola e ex Macello in centro.

Tutto ciò pure essendo un’evidente realtà agli occhi di tutti i cittadini, financo di un e sottomesso Consiglio Comunale sembra non allarmare i più che si identificano senza reagire nello status quo di una Città non luogo.

Apatia? Disillusione? Arrendevolezza?

E’ giunta l’ora di rivendicare con forza e coraggio, il diritto di indignarci, di denunciare questa politica di soprusi, opaca e socialmente ingiusta, perpetrata ormai da troppi anni a questa parte dalle autorità al solo servizio dei centri d’interesse particolari, a danno dei più fragili, dei giovani, degli artisti, degli anziani e dei cittadini comuni tutti.

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